Il laboratorio è ospitato nei locali della Sede di Pisa dell’IGG.
Il Laboratorio
Gli ostracodi sono organismi principalmente bentonici e colonizzano quasi ogni tipo di ambiente acquatico. Le dimensioni medie degli esemplari adulti sono, normalmente, minori di 1 mm. Grazie alla presenza di un carapace calcareo che ne facilita la fossilizzazione, questi organismi sono molto utili negli studi stratigrafici, paleoecologici e paleoclimatici. Si rinvengono allo stato fossile a partire dal Paleozoico e sono ben rappresentati sia nei sedimenti marini, sia nei depositi acquatici continentali. L’analisi qualitativa e quantitativa delle associazioni fossili permette di effettuare delle ricostruzioni paleoecologiche dettagliate dei paleoambienti deposizionali. Le tecniche di raccolta, preparazione e studio vengono compiute con le metodologie standard adottate in micropaleontologia e si differenziano in base alla tipologia di roccia. Lo studio degli ostracodi viene effettuato mediante l’utilizzo dello stereomicroscopio.

Strumenti
Laboratorio per la preparazione dei campioni:
- Cappa per la preparazione dei campioni
- Stufa per l’essiccazione del campione
Analisi dei campioni:
- Microscopio LEITZ LABORLUX POL 12;
- Stereomicroscopio SLT Serie Dual OPTECH zoom;
- Stereomicroscopio LEICA S9D
- Strumentazione per acquisizione immagini al microscopio.

Personale e Contatti
Responsabile:
- Dott. Simone Da Prato (Ricercatore CNR)
Contatti:
Telefono: 050 6212388
email: simone.daprarto@cnr.it
Metodi e Applicazioni
Le tecniche di raccolta, preparazione e studio dei campioni vengono compiute con le metodologie standard adottate in micropaleontologia e si differenziano in base al diverso gruppo di microfossili analizzati.
- Lo studio dei nannofossili calcarei prevede la raccolta di piccoli frammenti di roccia di circa 3 cm3 da cui preparare smear-slides che vengono osservate al microscopio ottico a 1250 ingrandimenti.
- Per lo studio degli Ostracodi vengono utilizzati campioni di roccia di circa 250 grammi di peso, lavati in acqua con eventuale aggiunta di H2O2, filtrati, asciugati e analizzati tramite stereomicroscopio ottico a 100 ingrandimenti, per il picking delle forme e il successivo riconoscimento delle specie presenti.
- La raccolta dei dati effettuata con metodi quantitativi e semi-quantitativi rende il dato affidabile e riproducibile, ed inoltre permette una serie di osservazioni legate alle variazioni temporali, ambientali e climatiche basate sulle fluttuazioni numeriche delle specie.
Oltre al settore della ricerca, sia in campo paleontologico che stratigrafico, l’attività del Laboratorio di Micropaleontologia può essere determinante per la soluzione di problemi geologici, nell’esplorazione delle risorse del sottosuolo, e negli studi sul paleoclima.




Progetti e Interessi Scientifici
Il laboratorio opera nell’ambito di progetti multidisciplinari riguardanti un’ampia variabilità di tematiche (geologica, stratigrafica, paleoclimatica, ecc.).
- 2022-2025: Carta Geologica ufficiale d’Italia alla scala 1:50.000 (progetto CARG): analisi biostratigrafiche relative alla realizzazione del foglio n. 274 “Empoli” (Servizio Geologico d’Italia, ISPRA).
- 2025: Carta Geologica ufficiale d’Italia alla scala 1:50.000 (progetto CARG): analisi delle ostracofaune sui campioni dei carotaggi profondi effettuati all’interno del progetto CARG del foglio n. 087 “Palmanova” (Servizio Geologico d’Italia, ISPRA).
- 2024: Carta Geologica ufficiale d’Italia alla scala 1:50.000 (progetto CARG): analisi delle associazioni ad ostracodi dei depositi continentali Pliocenici, relative alla realizzazione del foglio n. 286 “Poggibonsi” (Servizio Geologico d’Italia, ISPRA).
- 2018: Studio geologico e geomorfologico dei bacini della Val di Fine e Volterra-Cerbaie – provincia di Pisa (Unione dei comuni della Valdera).





Pubblicazioni
- CATANZARITI R. & DA PRATO S. (2020) – New biostratigraphic and lithological data on the Neogene and Quaternary of the Livorno area (Tuscany, Central Italy). Rivista Italiana di Paleontologia e Stratigrafia (Research in Paleontology and Stratigraphy) vol. 126(3): 725-749.
