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INGEO

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    INnovazione nella valutazione del potenziale delle risorse e riserve GEOtermiche per la decarbonizzazione dei settori elettrico e termico

    L’evoluzione dell’energia geotermica. Per decenni, l’energia geotermica ha utilizzato acqua calda presente in acquiferi tra 0-4 km di profondità.
    La limitazione geografica degli impianti geotermici su larga scala sta per essere superata dai recenti progressi.
    Questi studi dimostrano come sia possibile produrre energia attraverso scambiatori di calore profondo a circuito chiuso (DCHE).

    Il progetto ingeo si concentra sullo sviluppo di un metodo per misurare con precisione il potenziale energetico delle fonti geotermiche profonde.
    È fondamentale valutare quanta energia può essere estratta da strati profondi fino a 10 km a livello regionale (Emilia Romagna) per generare elettricità o per il teleriscaldamento.

    Vogliamo presentare un approccio innovativo nell’esplorazione del sottosuolo profondo, integrando dati geofisici per valutare le condizioni sottostanti. Questo coinvolge la ricostruzione delle strutture crostali e subcrostali attraverso analisi congiunte e interpretazioni di dati geologici e geofisici disponibili e acquisiti. Tra questi dati figurano quelli provenienti da esperimenti meccanici e termici sulle rocce, anomalie sismiche e gravitazionali.

    L’area di studio comprende il sistema di pieghe di Romagna e Ferrara (RFF), una struttura geologica sepolta che si estende lungo l’Appennino settentrionale.
    Gli studi geotermici condotti nell’area RFF hanno rivelato importanti caratteristiche termiche e geologiche che indicano il potenziale per lo sviluppo di risorse geotermiche.

    FINANZIAMENTO
    NextGen EU – MUR PNNR
    DURATA DEL PROGETTO
    11/2023 – 11/2025
    REFERENTE CNR
    Adele Manzella
    adele.manzella@igg.cnr.it