Una nuova estinzione 233 milioni di anni fa

Da molti anni numerosi ricercatori provenienti dalle più diverse discipline geologiche si sono concentrati sullo studio di un cambiamento climatico avvenuto circa 233 milioni di anni fa, chiamato Carnian Pluvial Episode (CPE). A questa perturbazione paleoambientale fu legata una variazione paleobiologica di cui però finora era difficile valutare la severita’ e l’estensione. 

Una revisione e sintesi della letteratura sul CPE è stata pubblicata in questi giorni su Science Advances da un team di ricercatori guidati da Jacopo Dal Corso della China University of Geosciences. Il profondo lavoro di revisione ha permesso di delineare un quadro più completo del CPE. Tra 232 e 234 milioni di anni fa sono stati individuati profondi cambiamenti dell’ambiente e della struttura degli ecosistemi, negli oceani e sulla terraferma, con l’estinzione di molti generi.  

All’evento di estinzione è seguita una grande fase di diversificazione sia in ambiente marino che terrestre che segna una transizione importantissima nella storia della Terra verso ecosistemi più “moderni”. Il CPE può dunque essere paragonato ad altre grandi estinzioni di massa che durante la storia della Vita hanno episodicamente trasformato gli ecosistemi.  

Le possibili cause di questo evento sono da collegare ad emissioni vulcaniche in atmosfera, sopratutto di CO2, avvenute nel Triassico Superiore e legate all’eruzione della provincia magmatica del Wrangellia, le cui rocce oggi affiorano nella parte nordoccidentale del continente Americano. 

Riferimento bibliografico: Dal Corso J., Bernardi M., Yadong Sun, Haijun Song, Seyfullah L.J., Preto N., Gianolla P., Ruffell A., Kustatscher E., Roghi G., Merico A. , Hohn S., Schmidt A.R., Marzoli A., Newton R.J., Wignall P.B. e Benton M.J. (2020). Extinction and dawn of the modern world in the Carnian (Late Triassic). Sci Adv 6 (38), DOI: 10.1126/sciadv.aba0099. 

Lo studio è disponibile al link: https://advances.sciencemag.org/content/6/38/eaba0099/tab-pdf.  

Per ulteriori informazioni: Guido Roghi, CNR-IGG (guido.roghi(at)igg.cnr(dot)it).