Come si è formata la catena dell’Alto Atlas in Marocco: una nuova prospettiva

E’ stato recentemente pubblicato sul Journal of Structural Geology un articolo che propone un’interpretazione innovativa dell’evoluzione strutturale della catena dell’Alto Atlas in Marocco, contraddistinta da una lunga storia di riattivazione di regimi tettonici transpressivi e transtensivi lungo un’importante zona di deformazione litosferica che si origina dalla frammentazione della Pangea. Il modello proposto, evidenzia come la transpressione, caratterizzata da un’efficiente ripartizione della deformazione in componenti di movimento sia paralleli sia ortogonali alla direzione della catena, è il principale processo che ha formato l’Alto Atlas nel Cenozoico, e può spiegare la forte elevazione topografica in assenza di ispessimento crostale che rappresenta un argomento ancora ampiamente dibattuto nella comunità scientifica di Scienze della Terra. La nuova interpretazione si basa su dati geologico-strutturali integrati con vincoli termocronologici e geofisici ed è il risultato di una collaborazione pluridecennale di ricercatori IGG di Pisa con colleghi delle università di Milano-Bicocca, di Marrakech e di Bonn. I dati di terreno sono stati raccolti durante numerose campagne di rilevamento condotte principalmente nell’ambito di progetti CNR (Short Term Mobility 2009 e 2014; responsabili A. Ellero e G. Ottria) e del progetto bilaterale Italia-Marocco CNR-CNRST 2016–2017 (responsabili A. Ellero e H. Ouanaimi). Le attività in collaborazione con l’Università di Marrakech proseguiranno grazie all’approvazione di un nuovo progetto bilaterale Italia-Marocco CNR-CNRST (biennio 2020-2021) dal titolo “Studio geologico-strutturale delle fasi di attività dei sistemi di faglia principal dell’Alto Atlas (Marocco) (responsabili A. Ellero e H. Ouanaimi).

Riferimento bibliografico: A. Ellero, M. G. Malusà, G. Ottria, H. Ouanaimi, N. Froitzheim (2020). Transpressional structuring of the High Atlas belt, Morocco. Journal of Structural Geology. 135, 104021, doi.org/10.1016/j.jsg.2020.104021.

Il lavoro è disponibile al link: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0191814119302858

Per informazioni contattare Giuseppe Ottria, CNR-IGG (giuseppe.ottria(at)igg.cnr(dot)it).