Un team di ricerca dell’Università di Ginevra in collaborazione con l’Istituto di geoscienze e georisorse del Consiglio nazionale delle ricerche, sede di Firenze (Cnr-Igg) e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha identificato in Toscana, nel sottosuolo delle aree geotermiche di Larderello e del Monte Amiata, volumi di migliaia di chilometri cubi ricchi in fluidi magmatici a profondità comprese tra 8 e 15 chilometri nella crosta continentale.
La ricerca, pubblicata su Communications Earth & Environment, si è avvalsa della tecnica di tomografia del rumore sismico ambientale (Ambient Noise Tomography), un metodo di prospezione innovativo che utilizza le vibrazioni continue della Terra e quindi a zero impatto ambientale.
In termini geologici, corpi magmatici di queste dimensioni sono paragonabili a quelli che alimentano i cosiddetti “supervulcani” come il Parco Nazionale di Yellowstone negli Stati Uniti, il lago Toba in Indonesia o il vulcano Taupo in Nuova Zelanda, che ospitano sotto la superficie immensi serbatoi di magma, dell’ordine di diverse migliaia di chilometri cubi. La loro presenza è rivelata da tracce superficiali come depositi eruttivi, crateri, deformazioni del suolo ed emissioni di gas.
Riferimento bibliografico
Lupi, M., Stumpp, D., Cabrera-Pérez, I. et al. High-enthalpy Larderello geothermal system, Italy, powered by thousands of cubic kilometres of mid-crustal magma. Commun Earth 269 (2026). https://doi.org/10.1038/s43247-026-03334-0.
Per informazioni: Domenico Montanari (domenico.montanari@cnr.it).
Leggi la nota stampa completa del CNR: https://www.cnr.it/it/nota-stampa/n-14276

