L’Artico si sta riscaldando a un ritmo molto più rapido rispetto al resto del pianeta, con conseguenze sempre più evidenti sugli ecosistemi polari. Tra queste, lo scongelamento del permafrost e l’aumento della copertura vegetale (“greening”), due fenomeni che influenzano in modo significativo gli scambi di anidride carbonica (CO₂) tra suolo, vegetazione e atmosfera. Sebbene le emissioni di CO₂ siano in crescita, non è ancora chiaro se la tundra artica diventerà una fonte netta di carbonio e in quale misura l’espansione della vegetazione potrà compensare questo processo. In questo contesto, ricercatrici e ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche hanno studiato i flussi di CO₂ nella tundra artica durante cinque campagne estive, svolte tra il 2019 e il 2025 nel bacino del fiume Bayelva, nei pressi di Ny-Ålesund. Le misurazioni sono state effettuate utilizzando camere di accumulo portatili dotate di sensori laser a infrarossi, in grado di rilevare con precisione la concentrazione di CO₂.
Lo studio ha analizzato la produttività primaria dell’ecosistema, ovvero la quantità di CO₂ trasformata in materia organica attraverso la fotosintesi, e la respirazione dell’ecosistema in oltre 1300 punti di misura. Parallelamente, sono stati raccolti dati su temperatura, radiazione solare, contenuto idrico del suolo e copertura vegetale. I dati ottenuti sono stati elaborati attraverso due differenti approcci statistici, con l’obiettivo di individuare i principali fattori che regolano la capacità della tundra di assorbire o rilasciare CO₂. I risultati evidenziano che, oltre ai fattori tradizionalmente considerati determinanti, come la temperatura per la respirazione e la radiazione solare per la fotosintesi, svolgono un ruolo chiave anche l’umidità del suolo e la copertura della vegetazione. Rispetto agli studi precedenti, la ricerca dimostra inoltre che lo stesso modello è applicabile con efficacia in anni differenti e in siti diversi. Lo studio ha però evidenziato una forte variabilità interannuale, soprattutto nei processi di respirazione dell’ecosistema. Questo conferma l’importanza di disporre di serie storiche estese per sviluppare modelli previsionali più accurati e sottolinea il ruolo cruciale della variabilità climatica nel controllo dei flussi di CO₂ negli ecosistemi artici.
Riferimento bibliografico
Francesca Avogadro di Valdengo, Paola Forni, Mariasilvia Giamberini, Marta Magnani, Antonello Provenzale, Silvio Marta (2026). Identification of carbon dioxide flux drivers in a High Arctic tundra environment. Science of the Total Environment, vol. 1031, 181793, https://doi.org/10.1016/j.scitotenv.2026.181793.
Per informazioni: Mariasilvia Giamberini (mariasilvia.giamberini.cnr.it).




