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Acqua dolce sotto il mare? Il progetto SWAMrisk monitora gli acquiferi nascosti dell’Adriatico

    Come rispondono gli acquiferi costieri ai cambiamenti climatici, alla siccità e all’intrusione marina? È questa una delle principali domande affrontate dal progetto Interreg Italia-Croazia SWAMrisk – Subsurface WAter monitoring and Management to prevent drought risk in coastal systems.
    Nel quadro delle attività di progetto, i ricercatori dell’IGG-CNR stanno ricostruendo il sistema acquifero costiero, estendendolo fino alla sua porzione sottomarina. Parallelamente, in alcuni siti pilota dell’offshore del Nord Adriatico, il gruppo congiunto di osservatori scientifici subacquei di IGG e ISMAR-Venezia — Luigi Tosi, Sandra Donnici, Marta Cosma, Marco Sigovini, Alessandro Bergamasco e Fabrizio Bernardi Aubry — monitora il continuum idrogeologico terra–mare mediante sensori installati sia in piezometri sottomarini sia direttamente sul fondale marino.
    Il team, nato dall’integrazione delle competenze e delle esperienze operative dei due istituti del CNR, è composto da ricercatori specializzati in immersioni scientifiche subacquee e da personale dedicato alla sicurezza e all’assistenza in superficie. Il gruppo integra competenze geologiche, idrogeologiche, oceanografiche, ecologiche, biologiche e ambientali, fondamentali per indagare la complessità dei sistemi costieri sommersi e dei processi di interazione tra la falda e l’ambiente marino.
    Le osservazioni indicano un gradiente idraulico relativamente stabile tra l’acquifero costiero e il mare e suggeriscono una fuoriuscita di acqua sotterranea verso l’ambiente marino. Contestualmente, la salinità mostra variazioni temporali significative, evidenziando una zona di mescolamento tra acqua dolce e acqua salata particolarmente dinamica, probabilmente influenzata dagli eventi di mareggiata.
    L’analisi del continuum idrogeologico onshore–offshore fornisce dati preziosi sui processi di scambio tra acque continentali e marine, con particolare attenzione ai fenomeni di submarine groundwater discharge, di intrusione marina, di pumping tide e alle dinamiche indotte dal moto ondoso.
    In uno scenario caratterizzato da un innalzamento accelerato del livello del mare (Relative Sea Level Rise, RSLR), comprendere le modificazioni delle acque sotterranee indotte dalle maree e dalle onde rappresenta un elemento cruciale per la gestione sostenibile degli acquiferi costieri e per la prevenzione dei rischi ambientali associati.

    Per ulteriori informazioni: Luigi Tosi, CNR-IGG (luigi.tosi@cnr.it).

    Marta Cosma e Luigi Tosi (IGG-CNR), insieme a Marco Sigovini (ISMAR-Venezia), durante le operazioni di monitoraggio del piezometro sottomarino nell’offshore del Nord Adriatico.
    Snapshot delle serie temporali delle differenze di pressione e di salinità tra la falda sottomarina e l’acqua marina, registrate simultaneamente durante le attività di monitoraggio offshore nel Nord Adriatico.
    Foto della squadra subacquea IGG-CNR e ISMAR-Venezia. Da sinistra: Marta Cosma, Marco Sigovini, Sandra Donnici, Alessandro Bergamasco e Luigi Tosi.