Serpentiniti e sequestro di CO2

Uno degli approcci alla mitigazione del cambiamento climatico è basato sul "sequestro" (assorbimento) dell'anidride carbonica atmosferica nel suolo, in fondo all'oceano, o nelle rocce. In particolare, alcuni minerali possono reagire con la CO2 contenuta nella precipitazione, assorbendone una parte che rimane intrappolata nella roccia stessa.

Un lavoro recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Lithos, nel quale un team dell’Istituto di Geoscienze e Georisorse ha analizzato questo processo in alcuni affioramenti di rocce ofiolitiche toscane, ha evidenziato l’evoluzione petrologica e geochimica delle serpentiniti durante la loro interazione con acque meteoriche ricche in anidride carbonica.

In base alle analisi e alle osservazioni in campo, la dissoluzione di brucite pura, un minerale estremamente reattivo anche nelle condizioni abitualmente osservate sulla superficie terrestre e presente nelle serpentiniti, porta alla formazione di idromagnesite con un assorbimento e sequestro di anidride carbonica di ben tre volte maggiore rispetto a quanto osservato in presenza di brucite meno pura (per esempio contenente ferro).

Lo studio permette quindi di identificare quali siano i minerali che portano a una maggiore efficienza della reazione di assorbimento della CO2, indicazione fondamentale per l’applicazione della tecnologia di sequestro mineralogico dell'anidride carbonica.

Riferimento Bibliografico: Boschi C., Dini A., Baneschi I., Bedini F., Perchiazzi N., Cavallo A. (2017). 'Brucite-driven CO2 uptake in serpentinized dunites (Ligurian Ophiolites, Montecastelli, Tuscany)'. Lithos, 288–289, 264–281, doi: https://doi.org/10.1016/j.lithos.2017.07.005.

 

Comunicato Stampa CNR www.cnr.it/it/news/7727/serpentiniti-e-sequestro-di-co2.


Per informazioni: Chiara Boschi, IGG-CNR, tel. 050/6212315, e-mail: chiara.boschi(at)igg.cnr(dot)it.