Il nostro pianeta ha raggiunto il suo assetto attuale in 4.6 Miliardi di anni attraverso processi lentissimi, impercettibili alla scala dei tempi umani, con l’eccezione di eventi catastrofici (terremoti, eruzioni vulcaniche, impatti meteoritici). Solo nel Quaternario recente è talvolta possibile una risoluzione degli eventi geologici a scala secolare o anche decadale.

La possibilità di porre vincoli temporali agli eventi passati e determinarne la durata rappresenta l’essenza della geologia nonché la chiave per cercare di capire l’assetto presente e prospettare l’immediato futuro della Terra.

Tutti i processi chimico-fisici e biologici che si prestano a determinazioni temporali quantitative e/o evolutive (Stratigrafia Fisica e Biostratigrafia), la neo-formazione di nuclidi unitamente al decadimento radioattivo di isotopi presenti sin dalla formazione del nostro pianeta, le variazioni del campo magnetico terrestre, sono usati per cercare di ricostruire la storia della Terra. La problematica da affrontare, il tipo di materiale e il suo stato, l’intervallo temporale presunto e la risoluzione necessaria determinano l’approccio sperimentale ottimale.

Le attività di ricerca includono:

  • Biostratigrafia e ciclostratigrafia di serie marine mesozoiche e cenozoiche per ricostruzioni paleoclimatiche, paleoceanografiche e paleoambientali;
  • Cronostratigrafia di serie cenozoiche e mesozoiche continentali per ricostruzioni paleogeografiche e paleoambientali;
  • Geocronologia di tephra prossimali e distali per ricostruzioni stratigrafiche;
  • Geocronologia U-Th-Pb, Ar-Ar e Tracce di Fissione di rocce magmatiche, metamorfiche e sedimentarie;
  • Creazione e popolamento di banche dati.

    Coordinamento: Marinella Laurenzi, (marinella.laurenzi(at)igg.cnr(dot)it)